Principesse e Sfumature... lei, lui e noialtre

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di Chiara Becchimanzi
regia Chiara Becchimanzi
con Chiara Becchimanzi


Cenerentola? Pollyanna? Anastasia Steel?
Tante facce della stessa medaglia.
Ma forse, ‘sta medaglia, è ora di buttarla al cesso.
 

“Principesse e sfumature” è il diario di una psicoterapia tragicomica, che propone uno sguardo piccante, sincero, acuto, femminile e soprattutto esilarante sui cliché di genere (e non solo).

Una donna sull’orlo della crisi dei 30 anni, una indefinita psicoterapeuta dalla voce suadente, e molte domande: perché le donne di oggi devono essere per forza "tutto"? Cosa vuol dire sottomissione femminile in un contesto in cui una patacca editoriale come "50 sfumature di grigio" vende lo stesso numero di copie di "Don Chisciotte"? Cosa vogliamo, a letto, da un uomo? Perché non sempre riusciamo a chiederlo? Quali sono i nostri modelli estetici, e soprattutto emotivi? Perché spesso siamo portate ad accontentarci, a sacrificarci? E soprattutto… Voi ve la ricordate Topazio?

La prima volta. Le relazioni. Sentirsi belle. Sesso. Sesso da soli, sesso insieme, sesso raccontato, sesso immaginato. Gli uomini. Le principesse e le spade.

L’autrice si interroga sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione delle proprie esperienze, che potrebbero essere le esperienze di molte.
Un ragionamento sincero e sentito, senza mai prendersi troppo sul serio, per arrivare a una meta…o anche no, come spesso accade quando si intraprende una percorso di psicoanalisi: ci si aspetta di arrivare a un punto, ma quel punto non arriva mai. Perché l’importante è il percorso, non il traguardo.
Si tratta senz'altro di un monologo comico, fra teatro e stand up comedy, ma la sincerità del racconto potrebbe anche suscitare una lacrima - appena prima della fine.

"Nascere nell’85 vuol dire avere circa 30 anni in questa nostra malandata epoca. E avere 30 anni adesso vuol dire far parte della generazione dell’incertezza. Lavorativa. Logistica. Sentimentale. Scrivo “Principesse e sfumature” perché sono veramente in terapia. Perché veramente ho incontrato uomini di tutti i tipi. E soprattutto, perché le colte, brillanti, infaticabili trentenni multitasking della nostra epoca odiano le principesse… ma a volte vorrebbero esserlo. Anche se non lo ammetterebbero mai. E questo attrito tra ciò che siamo consapevolmente diventate e ciò che il bombardamento culturale subito nell’infanzia ci induceva ad essere genera situazioni esilaranti, incomprensioni irresistibili, disavventure immediatamente riconoscibili."

…Perché di riflettere c’è bisogno,  ma se si riflette ridendo si riflette meglio.


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